Tressette (Tresette)

Storia del Tressette

L’origine del Tressette è controversa: secondo alcuni nasce in Spagna, per altri nasce a Napoli.

Uno dei più antichi documenti che parla di questo gioco è quello della Prammatica emanata nell’agosto 1631 dal Vicerè di Napoli, duca di Monterey; questo documento è conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli, una scansione si può trovare nella Biblioteca del sito FIGS nella sezione dedicata.
Altre tracce, sempre tra le più antiche, sono quelle relative alla canzone Michelemmà: siamo più o meno negli anni 1650-1670, perciò sempre nel secolo XVII; le parole dicono:

È nata in miezzo al mare una scarola e i turchi se la jocano a Tressette, e i turchi se la jocano a Primera

Fra i giochi di carte italiani, è quello che si presta al maggior numero di varianti sia per numero di giocatori (da 2 a 8) sia per le regole che cambiano da regione a regione.
Giampaolo Dossena, il maggiore esperto italiano di giochi,  nel suo libro Giochi di carte italiani, ed. Mondadori, Milano 1984 afferma

Il tressette e giochi affini si possono ritenere il nucleo più originale e brillante delle tradizioni italiane nei giochi di carte

Da Franco Pratesi apprendiamo che:

Il trattato sul tressette più antico che oggi si conosca è quello di Domenico Mantovano, un vero e proprio manuale tecnico del gioco scritto in lingua italiana. Non è facile ricostruire le date di stampa delle edizioni di questo raro libretto

Il libro si intitola Il tresette in disciplina o siano alcune regole da osservarsi nel nobilissimo gioco di tresette estese da Domenico Mantoano, la terza edizione potrebbe collocarsi tra il 1619 ed il 1710. Sempre tra i primi testi conosciuti è quello di Biondelli (LUDUS vulgo dictus tresette in quattro latino metro descriptus, ed. Bazachi, Piacenza 1726) e conservato dalla Biblioteca Universitaria di Bologna, unica copia conosciuta, scaricabile dal sito FIGS.

Esistono poi numerosi altri manoscritti, citiamo per tutti Il trionfo del Tressette (poema eroico-gioioso di un patrizio veneto), scritto da Giovan Battista Morelli e pubblicato a Venezia nel 1756; certamente però il più noto è quello di Chitarrella, di cui la più antica stampa pervenutaci è quella del 1840 (De Regulis Ludendi ac Solvendi in Mediatore et Tresseptem, ed. Cataneo, Napoli) conservata alla Biblioteca Casanatense di Roma.

E’ una leggenda che il Tressette sia frutto della creazione di quattro muti: essi avrebbero inventato un gioco in cui gesti e segni supplivano alla mancanza della parola; Chitarrella codifica le regole del Tressette nel 1750 circa, ma tale aneddoto è riferito al gioco del Mediatore, non del Tressette, pur sembrando una valida spiegazione al perchè tutt’oggi si faccia uso di certi gesti durante le giocate.

I gesti a cui ci riferiamo sono i seguenti:

  • bussare, cioè battere le nocche delle dita sul tavolo;
  • lisciare, cioè strisciare la carta sul tavolo per indicare al compagno che si è in possesso di una sola altra carta di quel palo;
  • piombare, nel caratteristico gesto di lasciar cadere la carta da poche decine di centimetri sul tavolo, gesto per far capire essere l’unica carta di quel palo.

L’antico gioco del Tressette è un gioco ancora molto coinvolgente ed attuale e mantiene quasi intatte queste gestualità, magari arricchite da alcuni caratteristici termini, spesso rigorosamente in dialetto. È giocato in tutte le regioni italiane, specie nelle aree geografiche che hanno subito una forte dominazione veneziana, come in Slovenia  ed in Dalmazia (Croazia) (dove si gioca nelle aree costiere e sulle isole con il nome croato di trešeta, utilizzando carte triestine).
In altre nazioni la sua diffusione è dovuta per lo più dalla presenza di comunità di immigrati originarie dei paesi dove il gioco è praticato.

L’origine del nome non è certa: in alcune varianti (Tressette Lucchino) 3 sette valgono 3 punti, questa è anche la spiegazione che dà il Chitarrella; un altra versione, citata da Vitantonio Lozupone (Il libro del Tressette, ed. Mursia, Milano 1981), è che il Tre, carta di maggior valore, fosse equivalente al Sette, carta di maggior valore nella Primiera, come dire “il Tre è Sette”.

A causa della sua natura fortemente regionale, il tressette non ha regole universalmente condivise ed accettate. Pertanto è buona norma che i giocatori concordino sulle regole e varianti da considerare prima che abbia inizio il gioco.

(si ringrazia per la ricerca e la stesura del testo Sergio A. Bonanni della FIGS)

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