Oggi parliamo di briscola, ovvero uno dei giochi di carte più diffusi in Italia e nel resto del mondo.

Della briscola esistono numerose varianti che differiscono per nome, regole e provenienza geografica.

Di base, però, il funzionamento basico del gioco è simile in ogni sua forma ed è proprio di questo che parleremo nelle prossime righe.

Briscola, come funziona?

Per giocare a briscola, quello che serve è semplicemente un mazzo di carte composto da 40 pezzi.

I valori devono essere i seguenti: A, 2, 3, 4, 5, 6, 7, fante, cavallo, re, di semi italiani o francesi.

La briscola si gioca in varie combinazione di partecipanti: in due, in quattro a coppie di due, in tre eliminando il 2 di coppe o picche (secondo il mazzo usato) oppure in sei, tre contro tre, eliminando tutti e quattro i 2.

Lo scopo del gioco è semplice: totalizzare almeno 61 punti su 120.

La dinamica

Tutto parte dal mazziere che distribuisce 3 carte a ogni giocatore e ne lascia una sul tavolo coprendola per metà di modo che rimanga visibile a tutti per l’intero gioco: è proprio questa carta che determinerà il seme di briscola e sarà l’ultima carta che potrà essere pescata.

Il gioco inizia dal chi sta alla sinistra del mazziere e continua seguendo il senso orario: ogni giocatore deve calare una carta senza dover necessariamente seguire le carte già giocate; chi ha la briscola di valore maggiore o ha calato la carta di valore maggiore dello stesso seme della prima carta giocata nella mano (detto seme di mano) vince la mano.

Colui che vince la mano prende tutte le carte poste sul tavolo e le ripone coperte davanti a sé pescando la prima carta; solo successivamente potranno pescare gli altri giocatori seguendo il senso antiorario.

Il vincitore della mano è il primo ad aprire la mano successiva e quindi a decidere il nuovo seme di mano.

L’ultima mano è la più importante perché molto spesso è qui che si decide l’esito di una partita dato che vi si contrano il numero maggiore di punti. In genere, infatti, le carte dal valore più alto vengono conservate alla fine.

In questa fase del gioco vengono adottate delle regole diverse rispetto al resto della partita: a seconda della variante che si sta giocando, potrebbe esserci l’obbligo di non parlare (comportamento normalmente permesso nel resto del gioco) oppure di scambiarsi o guardare le carte tra i giocatori della stessa squadra, cosa possibile solo all’ultima giocata.

I segnali della briscola

Sicuramente, una delle componenti più divertenti della briscola è la parte che riguarda tutti i segnali che i compagni di squadra possono scambiarsi per informare gli altri della propria situazione.

I gesti devono essere eseguiti velocemente e con molta nonchalance di modo da non rivelare utili informazioni agli avversari.

Se la squadra è particolarmente affermata, esistono anche le segnate false, ovvero delle tattiche per confondere gli avversari che ricevono informazioni false.

Esempi di segnali

Ecco alcuni esempi sfruttati nella variante toscana della briscola:

Strizzare l’occhio = asso

Contrarre lateralmente le labbra = 3

Mostrare la punta della lingua a bocca socchiusa = regina

Alzare una spalla = fante

Gesto obliquo della mano dalla spalla sinistra verso destra = 7

Mano sullo stomaco o gesto del bacio = 6

Arricciare le narici = 5, 4, 2

Buon divertimento!

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