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Il Tressette a perdere: regole, valori delle carte e varianti del Traversone

Il Tressette a perdere è una delle varianti più affascinanti e diffuse di uno dei giochi di carte più amati della tradizione italiana. L’idea alla base è tanto semplice quanto controintuitiva: a differenza del Tressette classico, qui non vince chi totalizza più punti, ma chi ne realizza meno. 

Un ribaltamento dell’obiettivo che cambia radicalmente la strategia e rende ogni partita un esercizio di astuzia e calcolo. 

In questa breve guida sul gioco, vedremo che cos’è il Tressette a perdere, perché viene chiamato anche Traversone, quali sono le regole, quanto valgono le carte e quali sono le principali varianti regionali.

Che gioco è il “Tressette a perdere”, anche noto come “Ciapa no”, “Ass’e mazzo”, “Rovescino” e “Tressette a non prendere”?

Il Tressette a perdere è una variante del Tressette in cui lo scopo del gioco viene invertito: l’obiettivo non è “prendere” carte e accumulare punti, bensì evitare di farlo, lasciando il più possibile i punti agli avversari. 

Per questo motivo viene definito un gioco “a non prendere” o “a rovescio”.

La sua enorme diffusione su tutto il territorio nazionale ha dato vita a una pluralità di denominazioni, spesso legate ai dialetti locali. 

Tra le più note troviamo:

  • Ciapa no (o Ciapanò), tipico dell’area milanese e lombarda, che in dialetto significa letteralmente “non prendere”;
  • Ass’e mazzo (o Ass’e mazza), espressione di area napoletana;
  • Rovescino, che richiama l’idea di un gioco “al contrario”;
  • Tressette a non prendere e Tressette alla meno, descrizioni dirette dell’obiettivo;
  • Traversone, particolarmente diffuso nell’Italia centrale.

A queste si aggiungono numerose altre varianti locali, come Rivirsino (dal siciliano della provincia di Trapani, ovvero “reversino”, cioè “al contrario”), Perdino, Piloffio, Solino, Storto, Carcarazzu, Busche e Vinci-Perdi. 

Una caratteristica importante è che, a differenza del Tressette tradizionale giocato a coppie fisse, nel Tressette a perdere ogni partecipante gioca per sé, contro tutti gli altri, e il numero di giocatori può variare generalmente da 2 fino a 8.

Perché il Tressette a perdere si chiama anche Traversone?

Il termine “Traversone” è la denominazione con cui il Tressette a perdere è conosciuto soprattutto nell’Italia centrale. 

L’interpretazione più convincente collega il nome all’idea di un gioco svolto “di traverso”, cioè in modo rovesciato rispetto alla versione canonica. Questo legame semantico è coerente con molti dei nomi alternativi del gioco: “Rovescino”, “Rivirsino” (reversino, “al contrario”), “Storto” e “Tressette alla meno” appartengono tutti alla stessa famiglia di significati, quella dell’inversione e del capovolgimento dell’obiettivo.

In altre parole, mentre nel Tressette si gioca per “andare avanti” facendo punti, nel Traversone si gioca “di traverso”, contro la logica abituale, cercando di non fare punti. 

Tressette a perdere: le regole del gioco

Le regole del Tressette a perdere ricalcano quasi integralmente quelle del Tressette tradizionale, con la fondamentale eccezione dell’obiettivo. 

Si gioca con un mazzo da 40 carte e la gerarchia è identica a quella della versione classica. 

L’ordine di presa, dalla più forte alla più debole, è il seguente:

3 → 2 → Asso → Re → Cavallo → Fante → 7 → 6 → 5 → 4

Lo svolgimento della partita segue quindi alcune regole di base. 

  • Obbligo di risposta al seme. Chi possiede una carta dello stesso seme di quella giocata per prima (il “seme di uscita”) è obbligato a calarla. Solo chi è privo di quel seme può giocare una carta qualsiasi.
  • Assegnazione della presa. La presa va al giocatore che ha calato la carta più alta del seme di uscita; sarà lui a giocare per primo nel turno successivo.
  • Obiettivo invertito. Poiché vince chi totalizza meno punti, la strategia consiste nel liberarsi (in gergo “sbolognare”) delle carte di maggior valore e maggior capacità di presa, ossia Assi, Due e Tre.

A inizio partita si stabilisce un limite di punteggio (comunemente 21, 31, 41 o 100) oppure un numero massimo di smazzate. Nel primo caso, chi raggiunge per primo il punteggio limite perde la partita (o, in alcune formule, viene eliminato, proseguendo fino a quando resta un solo giocatore); nel secondo caso, al termine delle smazzate stabilite vince chi ha accumulato il punteggio più basso. 

Nel Tressette a perdere, inoltre, non sono ammessi l’accuso né le dichiarazioni previste nella versione classica.

Una regola particolarmente interessante è quella del cappotto: se un giocatore riesce a prendere tutti gli 11 punti in palio in una smazzata, il suo punteggio per quella mano è pari a 0, mentre tutti gli avversari si vedono attribuiti gli 11 punti. 

È una possibilità che premia chi, pur avendo in mano molte carte alte, riesce a giocarle con maestria.

Infine, poiché tutti i giocatori devono disporre dello stesso numero di carte, in base ai partecipanti si effettuano degli scarti: con tre giocatori si scarta un 4, con sei si scartano tutti i 4 e con sette si scarta un 5 oltre a tutti i 4.

Quanto valgono il 2 e il 3 a Tressette?

Il sistema di punteggio del Tressette a perdere coincide con quello del Tressette tradizionale. 

Nello specifico:

  • l’Asso vale 1 punto intero;
  • il 2, il 3 e le figure (Re, Cavallo e Fante) valgono 1/3 di punto ciascuno;
  • le carte dal 4 al 7, dette “lisci” o “scartine”, valgono 0 punti.

Rispondendo dunque alla domanda: il 2 e il 3 valgono un terzo di punto ciascuno

Va però sottolineato che, nonostante il loro modesto valore di punteggio, sono carte estremamente “pesanti” perché occupano i primi due posti nella gerarchia di presa: chi le possiede rischia continuamente di aggiudicarsi prese in questo caso indesiderate, motivo per cui rappresentano spesso il principale problema da gestire in una partita.

In ogni smazzata sono in palio complessivamente 11 punti: 10 derivanti dal valore delle carte e 1 assegnato a chi effettua l’ultima presa. Le frazioni residue (i terzi di punto che avanzano) non vengono conteggiate, poiché il totale si arrotonda sempre per difetto: chi totalizza, ad esempio, 4 punti e 1/3, segna semplicemente 4 punti.

È bene ricordare che in alcune varianti regionali, soprattutto nell’Italia meridionale, l’Asso di bastoni (o di fiori) può assumere un valore speciale di 11 punti, portando quindi il totale dei punti per smazzata a 21.

Cosa significa “Tressette col morto”?

Il “Tressette col morto” è una formula che merita una precisazione, perché viene talvolta confusa con il Tressette a perdere pur essendo cosa diversa. 

Si tratta infatti di un modo per giocare a Tressette in tre: in questo caso si introduce un quarto giocatore “fantasma”, chiamato appunto morto, che funge da compagno del mazziere.

Concretamente, il mazziere distribuisce dieci carte a ciascuno dei tre giocatori reali e dieci carte al morto. Le carte del morto vengono quindi scoperte sul tavolo all’inizio del primo turno, in modo che tutti possano vederle, e sarà il mazziere a giocarle al posto del compagno inesistente, rispettando l’alternanza dei turni. In questo modo si ricostruisce idealmente una partita a quattro, con le due coppie contrapposte, anche disponendo di soli tre giocatori effettivi.

È fondamentale chiarire una distinzione che genera spesso confusione: il “Tressette col morto” non è una variante “a perdere”. Si gioca seguendo le regole e l’obiettivo del Tressette classico (fare più punti) e non va confuso con il “Ciapa no”, che è invece la variante a tre giocatori del Tressette a perdere e segue una logica completamente differente. La formula col morto è semplicemente una soluzione pratica per giocare quando manca un partecipante.

Con che carte si gioca a Tressette a perdere

Il Tressette a perdere si gioca con un qualsiasi mazzo da 40 carte

È possibile utilizzare indistintamente uno dei tanti mazzi regionali a semi italo-spagnoli — come le carte napoletane, piacentine, siciliane, toscane o milanesi — i cui semi sono denari, coppe, spade e bastoni.

In alternativa, il gioco può essere svolto anche con un mazzo a semi francesi (cuori, quadri, fiori e picche): in tal caso, partendo da un mazzo da 52 carte, è sufficiente rimuovere gli 8, i 9, i 10 e gli eventuali jolly per ottenere le 40 carte necessarie. 

Ogni seme sarà quindi composto da Asso, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e dalle tre figure: Fante, Cavallo (sostituito dalla Donna o Regina nei mazzi a semi francesi) e Re. 

La scelta del mazzo è del tutto indifferente ai fini del gioco e dipende esclusivamente dalle abitudini e dalla tradizione regionale dei giocatori.

Tressette a perdere online

Negli ultimi anni il Tressette a perdere ha conosciuto una nuova diffusione grazie alle versioni digitali. 

Oggi è possibile giocare al Traversone online gratuitamente su Giochi Stars sia da computer sia da dispositivi mobili.

Potrai decidere di sfidare avversari reali in modalità multiplayer oppure di giocare contro il computer.

Il conteggio dei punti è automatizzato, il che rende l’apprendimento delle regole molto più immediato per i neofiti, che possono concentrarsi sulla strategia senza preoccuparsi dei calcoli. 

Puoi giocare in qualsiasi momento, anche senza un gruppo fisico di amici a disposizione! Alla prossima partita fisica sarai senza dubbio il più allenato di tutti! 😉 

Gioca ora!

Varianti regionali del Traversone

Come abbiamo accennato all’inizio, data la sua profonda radice popolare, il Tressette a perdere presenta numerose varianti regionali, che possono modificare il numero di giocatori, la distribuzione delle carte o singole regole di punteggio. 

Tra le più conosciute:

  • Ciapa no (o Ciapanò): variante tipicamente milanese pensata per tre giocatori. Si gioca con l’intero mazzo senza scartare alcun 4; il giocatore alla destra del mazziere riceve 14 carte, mentre gli altri due ne ricevono 13 ciascuno. Chi ha 14 carte ne sceglie una (tra quelle ritenute meno utili) e la passa coperta al giocatore alla propria destra, che a sua volta ne sceglie una da passare al mazziere.
  • Busche: variante per quattro giocatori in cui lo scopo è prendere almeno un punto, ma facendone meno di tutti gli altri. Anche in questo caso si gioca con il mazzo completo senza scartare i 4.
  • Rivirsino: diffusa nel siciliano della provincia di Trapani, il cui nome rimanda al concetto di “reversino”, ossia “al contrario”.
  • Variante dell’Asso di bastoni a 11 punti: tipica dell’Italia meridionale, attribuisce all’Asso di bastoni (o di fiori) un valore di 11 punti, portando il totale per smazzata a 21. Curiosamente, questa carta è oggetto di numerosi soprannomi dialettali che variano da zona a zona.

A queste si aggiungono ulteriori differenze nelle formule di vittoria (per punteggio limite o per numero di smazzate) e nelle modalità a eliminazione. Proprio per la sua natura fortemente regionale, il Tressette a perdere — come del resto il Tressette classico — non possiede un regolamento universalmente codificato: la regola d’oro, valida in ogni sua forma, è quindi quella di concordare con chiarezza tutte le regole e le varianti adottate prima di iniziare a giocare, così da evitare malintesi durante la partita.

Il Tressette a perdere, o Traversone, è molto più di una semplice variante: è un gioco che capovolge la prospettiva, trasformando le carte più prestigiose in un fardello da cui liberarsi e premiando l’abilità nel calcolo e nella previsione delle mosse altrui. 

Che lo si chiami Ciapa no, Rovescino o Ass’e mazzo, il suo fascino resta immutato e continua a unire generazioni di giocatori, oggi anche grazie alle versioni online. Conoscerne le regole, i valori delle carte e le principali varianti è il primo passo per padroneggiare un classico intramontabile della cultura ludica italiana.

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